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Page history last edited by alessandro Giorni 1 yr ago


Dal un gruppo di discussione http://orientamentiedisorientamenti.ning.com

in cui è in atto una riflessione sull'uso del blog (ho letto solo ora il tutto perchè per qualche giorno non c'ero entrato).

Riporto alcuni spunti che si possono traslare sul wiki, a mio avviso. Sono di persone diverse.


 

 

Per scopo preciso, intendo non rispetto alla "finalità" (quanto dici tu) ma all'oggetto, il contenuto. Ho citato i casi di blog per: sostenere uno stage, raccogliere la documentazione sviluppata in classe, auto-sviluppare una sorta di libro di testo su una tematica. Ci deve essere un "oggetto" ben preciso, visibile, identificabile su cui e per cui lavorare. Un attrattore del lavoro. Se, poi, questo "attrattore" è "significativo" per chi ci deve lavorare, è per lui/lei interessante ...tanto meglio

 

Idem per il web 2.0: perché mai i ragazzi dovrebbero comunicare, interagire, scambiare, riflettere? Tutte cose buone, s'intende. Ma perché? dagli una buona ragione, trova anche qui l'attrattore: fai si che la comunicazione, la .., la ... siano strumenti necessari per fare qualcosa (l'attrattore) e vedrai che lo faranno.

 

Il problema, a questo punto, diventa: come identificare l'attrattore? Non è semplice ed entra in gioco il "mestiere" dell'insegnante.


 

Proprio partendo dal concetto di partenariato cognitivo mente-medium sotteso ai mindtools e alla loro funzione di attivatori e amplificatori di processi cognitivi (Jonassen) ci si potrebbe spingere un po' oltre incorporando nelle interfacce di questi strumenti, laddove possibile, quegli scaffolds che, unitamente al controllo attivo del processo da parte del tutor-docente e alle strategie educative che lo informano, potrebbero costituire un ulteriore valore aggiunto.

Faccio un esempio. Il CSCL ha elaborato (fin dai tempi dello CSILE di Bereiter e Scardamalia) degli scaffolds alle interazioni dialogiche nei web forum: i Thinking Types. In breve, questi sono delle etichette che il partecipante assegna ad ogni messaggio per caratterizzarne esplicitamente il “senso” e il “ruolo” nel contesto della discussione (esempi di TT: Propongo, Chiarisco, Valuto, Sintetizzo, Collego ...). La funzione dei TT è, sul piano cognitivo, quella di suscitare una maggior consapevolezza del proprio apporto (la scelta del TT porta a riflettere sul tipo e sull'appropriatezza del proprio contributo, consentendo una gestione consapevole delle proprie intenzionalità comunicative) e di facilitare l'internalizzazione delle mosse dialogiche congruenti con il tipo di discussione (gli insiemi di TT esplicitano infatti formati dialogici "virtuosi" - ad es. discussione esplorativa, indagine progressiva ...).

Penso proprio a simili dispositivi di supporto per arricchire l'utilizzo delle tecnologie.


 

Molto interessante il documento che hai condiviso Gianni, perfettamente in linea con quanto detto finora: nell'ultimo paragrafo Jonassen, analizza la presenza di obiettivi strutturati per poter essere pedagogicamente valida questa attività. Interessante anche il primo esempio portato, quello del blog tenuto da un "esperto" in grado di rispondere ed interagire con gli studenti.

 

Provo ad inserire anche una mia riflessione - è circa un anno che non lavoro più nella scuola, spero non sia fuori luogo-

 

Non pensate che il valore aggiunto di un blog, dovrebbe essere la possibilità di esprimere e costruirsi un'identità in rete in modo equilibrato e costruttivo? Acquisire la capacità e gli strumenti per esprimere le proprie idee, per "mostrarsi" agli altri, e contemporaneamente capire meglio ciò che gli altri pensano e scrivono? Che se- come sembrerebbe- la rete andrà ad occupare uno spazio sempre più rilevante, questa sarà l'unica garanzia per migliorare una vita democratica più consapevole e attiva?

 

Molti dei presenti in questo forum hanno un blog: forse questa riflessione era stata data per scontato. O forse è una riflessione troppo idealista?

 

"L'aspetto fose più universale dell' esperienza umana è il fenomeno del sè e sappiamo che l'educazione è essenziale per la sua formazione. Chi si occupa di educazione dovrebbe averlo sempre presente."

 

Bruner, La cultura dell'educazione


 

Perfettamente in linea con te sul "vero" senso di un blog. Il senso che io do al mio è molto vicino a quanto tu dici. Ma nella scuola, queste finalità mi sembrano troppo "alte", specie nella FP. Obiettivi buoni, nella scuola, possono essere: scrivere come visualizzazione /rappresentazione di una propria conoscenza, riflettere, collaborare, condividere, sostenere un apprendimento significativo più mille altri obiettivi disciplinari

 

Caro Alessandro, inserisco qui sotto il mio commento per due motivi:

il primo è che il tuo input qui sopra appare nella forma come una discussione. Non vedo perchè allora io dovei inserire il mio intervento in un commento.

il secondo perchè mi viene meglio commentare avendo il testo sottomano, e nei commenti non c'è questa possibilità o forse io non la conosco.

Una prima reazione a questa pagina: una pagina così stimola una discussione. Io dico la mia, tu dici la tua, lui raccoglie ed espande i temi della discussione. Ma resta comunque il format della discussione.

Vediamo allora, se io voglio con la mia classe di stimolare la discussione, certamente non uso un wiki o un blog o qualsiasi strumento del web. Uso il modo più diretto, vado in classe e propongo una discussione. Che vantaggio potrei avere con una discussione via web? Allora passo a valutare i vantaggi/svantaggi. Ma per valutare i vantaggi/svantaggi della discussione via web o in presenza una discussione potrebbe non essere il format più collaborativo. Una tabella vantaggi/svantaggi potrebbe essere molto più efficace, eviterebbe ripetizioni, sarebbe più usufruibile da tutti perchè molto più immediata. Inoltre permetterebbe l'elaborazione a più mani, in una sorta di interdipendenza positiva di prodotto e di materiale. Sarà che la mia forma mentis ha assunto ormai i parametri della metodologia dell'apprendimento cooperativo, ma credo che sia questo il valore aggiunto di un wiki, per il quale io e te nutriamo "a naso" una passione qualsi illimitata... Certo che la discussione sequenziale come questa ha il vantaggio di inserirsi perfettamente su modalità alle quali noi tutti siamo abituati e quindi su una competenza nostra e della maggior parte degli insegnanti talmente consolidata da diventare l'unica. Ma vogliamo rompere gli schemi?Si deve fare il passo successivo secondo me e lo devono fare a maggior ragione proprio quegli insegnanti che come me, propongono agli studenti di lavorare online in modo cooperativo e non solo collaborativo, se vogliamo che la rete diventi uno strumento per "educare".

Infine propongo, ma sicuramente l'avrai già fatto, di dare notizia al vostro gruppo di discussione orientamenti e disorientamenti, della nascita di questa wiki, in modo tale che anche gli altri membri del gruppo possano visualizzare la discussione che si sta arricchendo grazie ai vostri contenuti Grazie! (Daniela)


Alessandro: Accolgo la positiva e propositiva provocazione.

 

 

Daniela: Sì. questa settimana mi sento di provocare, perchè mi sembra che stiamo sempre a girare sugli argomenti invece di cominciare ad agire.

 

Alessandro: Confermo che è un'esperienza nuova per me, che non ho basi teoriche forti - sto cercando di recuperare - e che desidero usare strumenti che siano semplici e di usarli se vedo che aiutano gli alunni, sia in termini di sola motivazione e quindi partecipazione, sia se aspirando ad alti obiettivi, imparano meglio.

Detto queste, alcune riflessioni spontanee:

a. se voglio stimolare la discussione, uso l'approccio diretto. Si, concordo ed è quello che faccio anche io.

b. credo però che dovremmo definire il concetto di discussione per capire se e come uno strumento web ci serve o no.

Parto dal punto di vista dell'apprendimento di una lingua straniera. Immagino (anche perchè l'ho già fatto l'anno scorso) che alunni di terza media entrino in contatto con coetanei di un altro paese che stanno imparando il tedesco. I docenti delle due classi si coordinano preparando delle domande mirate su argomenti noti. Le domande vengono riversate con tempi e modi idonei in un forum, o in in wiki (scegliemmo il forum), gli alunni vanno, leggono le domande, e rispondono. In momenti successivi, gli alunni cominciano spontaneamente, cioè non richiesti, a inserire loro nuove domande. Che ricevono risposte.

 

Daniela: L'intervista è un format di per sè cooperativo, interattivo. tutt'al più andrebbe insegnato l'abilità sociale dell'interazione promozionale... la comunicazione assertiva, l'ascolto dell'altro. Ecco un aspetto dove secondo me la comunicazione on line potrebbe educare parecchio, perchè avrebbe molto da dire... il messaggio resta scritto ad esempio, ed è facilmente analizzabile.

 

Alessandro: Considera però che le domande e risposte via forum hanno poco o nulle del format dell'intervista, perchè ci possono essere molte o poche risposte che ti distraggono o arricchiscono e quindi ti fanno variare la direzione della risposta che volevi dare. Invece, il vantaggio rispetto alla posta tradizionale (penfriend) è l'immediatezza e l'assoluta attualità (=risposte a domande cioè esigenze di questo momento).

Nel wiki, ma questo non l'ho sperimentato e lo farò presto, il gruppo A o l'alunno Pino possono ricevere come consegna di leggersi a casa una pagina scritta dal gruppo B o da Alessia e commentarla, magari in lingua.Forse non serve alle elementari, forse serve in certe situazioni alle medie.

 

Daniela: Che è una consegna diversa dal "rispondere a domande", che è già interdipendente positivamente, in quanto ci vuole chi intervista e chi è l'intervistato.Bisogna vedere cosa si intende per "commentare una pagina", se intendi un attività di revisione cooperativa del lavoro svolto, come vedi dai nostri prodotti non siamo preparati noi, figurati gli studenti.Sono assolutamente d'accordo con te

 

Alessandro: Commentare una pagina può anche essere un semplice "mi piace/sono d'accordo/lo trovo poco chiaro". Pensalo in termini di lingua straniera in terza media, dove le competenze che si raggiungono sono sempre piuttosto modeste, salvo rari casi. La tabella vantaggi/svantaggi: ho visto che ne hai messe molte qui, però non le abbiamo usate un granchè! Vuol dire che siamo tradizionalisti?

 

Daniela: Assolutamente sì...stiamo usando strumenti nuovi con modalità vecchie. Nessuno ha usato le tabelle, come non sono state usate le mappe, ma l'elenco sì (intendo per esempio l'elenco delle attività possibili su un wiki.). Ripeto, agire su un lavoro iniziato da altri è destabilizzante. Sto inserendo i miei commenti dentro il tuo "post", questa attività è più cooperativa di una discussione sequenziale. Io agisco sul tuo testo e ne cambio le modalità di lettura.

 

Alessandro: In effetti all'inizio mi hai destabilizzato la cognizione del messaggio. Però non è una cosa nuova per me: una volta per un giornale ho preso un testo molto lungo scritto da una persona, l'ho segmentato, ho immaginato le domande che potevano stare prima di ogni segmento, e ne è uscita un'intervista. Chissà! Nella mia materia uso le tablle per stimolare la (;-) ) a conclusione/sommatoria finale di un argomento, ma non con tutti. Però sono pronto a tuffarmici dentro, o almeno, lo spero di esserlo, nell'uso di tabelle come dici per l'apprendimento collaborativo.

Ti chiedo un aiuto, perchè io sono spesso molto pragmatico e poco teorico: come potrei proporre una tabella simile nel wiki http://unescoresearch.pbwiki.com? Magari come valutazione reciproca da parte degli alunni sul prodotto intermedio e finale?

 

Daniela: Se non sono abituati a lavorare con l'autovalutazione e la valutazione tra pari, potrebbe essere un insuccesso. Ora vado a vedere e se ho qualche idea ti faccio sapere. Grazie per lo spunto!

 

Alessandro: Aspetto suggerimenti... da tutti, fiducioso che, anche se i miei alunni (che poi tanto miei non sono visto che nel laboratorio su 30 miei della mattina ne ho solo 4) non sono tanto abituati all'autovalutazione, possono impararne un po' strada facendo. O no?!!?

 

Daniela: Ale, hai visto che scherzo ti ho fatto? Ho formattato il tuo testo come una botta e risposta, mi sono divertita, e spero che tu non ti sia offeso!:)), d'altra parte, stiamo esplorando...

 

Alessandro: offeso, mai! Stimolato, di sicuro! Questi incontri virtuali mi stanno dando spunti concreti per le cose da fare a scuola oggi e domani, hic et nunc! Comunque dovremmo tornare a parlare delle competenze comunicative, credo che il disagio di fronte al wiki che usiamo nasca dal fatto che lo usiamo senza una premessa organizzativo-teorica. Linda ci saprà dare dritte in merito!

 

 

 

 

 

Cosa pensi dell'impostazione di questa pagina? Lascia il tuo feedbackqui sotto:

 

Cosa mi piace di questa pagina

Convolgente la trattazione dell'argomento . Le indicazioni bibliografiche veramente interessanti.(Daniela)

Stimolante la frammentazione e transgenesi da testo a dialogo. Sembra quasi vero! (alessandro)

Suggerimenti e proposte

Forse l'uso del wiki come forum non è molto incentivante collaborativamente parlando. Ma forse è un problema mio.Cosa potrei cambiare o aggiungere nelle belle e lucide argomentazioni esposte qui sopra? Propongo che si usi la pagina fatta da Alessandro per gli interventi tipo forum oppure il forum di Indire. (Daniela)

 

Il problema nasce dal fatto che non abbiamo impostato una ricerca sulle funzioni comunicative e quindi sulle competenze.

Forse dovremmo archiviare queste pagine (non buttarle!!!!) come "wiki della nostra preistoria" e ricominciare in via documentale, magari decidendo che ognuno di noi si accolla l'elaborazione di una pagina dove approfondire un aspetto delle competenze comunicative.

Aspetto: intendo sia come base teorica, sia come applicazione pratico-metodologica, pensando all'uso delle mappe (che nessuno ha sviluppato tranne me, forse Marco ci ha intimoriti), l'uso delle tabelle come suggerisci tu, che mi incuriosisce, l'uso di....

Altro

 

 

 

 

 

Comments (3)

daniela said

at 10:48 pm on Nov 6, 2007

Per Ale: ho visto il vostro lavoro sull'unesco. Sinceramente non vedo attualmente il bisogno di una tabella a più mani. Ho visto però che non c'è una pagina orientativa per il sito. Si potrebbe pensare ad un indice dove ciascuno inserisce la propria pagina. Immagino che i ragazzi siano in coppia davanti al pc. Quindi la coppia che si occupa dell'indice potrebbe programmare una formattazione dove poi ciascuna coppia deve inserire i titoli delle pagine. E' vero che ci sono nella sidebar, ma una versione d'insieme (ho detto indice, ma potrebbe essere mappa) più carina e leggibile sarebbe auspicabile.
Poi per rendere il lavoro più cooperativo, ad esempio la prossima volta la pagina col riassunto dell'unesco in inglese potrebbe essere formattata graficamente da un altro gruppo.E così per le altre pagine. Non è comunque un lavoro facile! Ogni gruppo incaricato di una pagina potrebbe essere incaricato di inserire in una pagina domande tipo "caccia al tesoro" sul contenuto di quella pagina. Comunque, ho visto che siet andati avanti tanto! Bravissimi! Senti Ale, non so se sai che con firefox esiste la possibilità di scaricarsi gratuitamente un "reader" vocale che legge ad alta voce in inglese le pagine web scritte in inglese. sarebbe motivante per i ragazzi sentire il loro testo/riassunto letto da un madrelingua anche se meccanicamente...Puoi scegliere la voce maschile o femminile, credo.
A presto , forti i ragazzi
daniela

silvestro leoni said

at 12:43 am on Nov 7, 2007

Visto che ho seguito la discussione, sapere come si chiama questo reader non mi dispiace, qualche volta ho utilizzato firefox con ubuntu

alessandro giorni said

at 5:37 pm on Nov 7, 2007

non sapevo del READER vocale, me lo segnali il link?
comunque mi penalizza quelli che lavorano in italiano e in tedesco....
mi copio il commento e lo porto alle colleghe del laboratorio, mi sa che i tuoi spunti ci serviranno per lavorare almeno un mesetto!!!!

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